Come eliminare l’umidità di risalita e la muffa

Tante sono le persone che, all’interno delle loro abitazioni, evidenziano problemi di muffa e umidità. Si tratta di una situazione spiacevole, ma risolvibile. Conviene intervenire con una certa rapidità per evitare peggioramenti, che a breve e a lungo termine potrebbero rivelarsi più complicati da gestire.

Provoca infatti diversi problemi sia per benessere di chi vi abita, sia per lo stato della casa. La muffa compare, in maniera inesorabile, nella stagione autunnale e invernale, nonostante si tenti di tenere arieggiate le stanze. Moltissime persone provano ad utilizzare diversi prodotti, in modo da liberare le loro pareti in maniera definitiva. In realtà sono soluzioni che agiscono temporaneamente e nell’immediato, senza garantire però risultati stabili e definitivi.

Le cause dell’umidità presente in una casa sono diverse, occorre effettuare una diagnosi precisa ed accurata tramite misurazioni oggettive che confermano o escludono le differenti problematiche. Spesso l’umidità presente in una casa è causata dalla cosiddetta risalita capillare che interessa maggiormente i piani terra ed eventuali seminterrati. In questo caso abbiamo la soluzione che fa al caso: con Biodry è possibile agire in maniera istantanea, con una modalità di diagnostica efficace e precisa ed un intervento quindi definitivo che garantisce il risultato nel tempo.

Umidità da risalita Capillare: cos’è

Questo genere di umidità è una delle più frequenti presenti nei piani terra, seminterrati e/o interrati, oltre che una delle più complicate da sradicare definitivamente.

Ma da cosa è causata? In generale, si tratta di una condizione dovuta dalla presenza di acqua nel terreno dove è stata edificata l’abitazione.
L’umidità, naturalmente presente nel sottosuolo, tende a crescere verticalmente e svilupparsi in maniera rapida all’interno della parete. Tale fenomeno, chiamato appunto umidità di risalita, interessa le pareti delle zone inferiori di un’abitazione (piano terra e sottostanti), ma può comparire anche nel pavimento.
L’acqua che dal terreno risale la parete è acqua salina. L’acqua, salendo, evapora depositando i cristalli di sale raccolti dal terreno nel muro. Il sale cristallizzando al suo interno aumenta di volume: per questo motivo l’intonaco si disgrega e la pittura si gonfia e si distacca.

Nei pavimenti possono emergere problematiche legate alla salinizzazione, dove compaiono macchie di umidità o segni biancastri tra le righe delle piastrelle.

Il problema riguarda anche le murature in pietra: in questo caso è meno immediato notarlo, perché tutto dipende dalla conformazione delle pietre e se è presente un intonaco.

Nel cemento armato, ad esempio, la macchia ricoprirà una superficie molto inferiore, un materiale denso e compatto riduce la penetrazione dell’acqua dato che i Capillari sono meno presenti, l’intonaco invece, con maggiore porosità, raggiungere livelli molto più alti.

E’ bene non confondere questo fenomeno con quello della condensazione che, invece è causata da altre cause tar cui dispersione termica causata da cattiva isolazione e da molti altri fattori.

Caratteristiche dell’umidità di risalita

Ci sono alcuni elementi che aiutano nell’individuazione di questa fastidiosa problematica:

  • Rigonfiamento e distacco della pittura ed erosione della muratura;
  • Macchie sul muro con forma uniforme orizzontale , come una linea, che si diffonde dal pavimento verso l’alto;
  • Presenza di Sali bianchi o giallastri con bordi frastagliati generalmente allo stesso livello della parete. Formate dai sali minerali che cristallizzano sulla superficie dell’intonaco.
  • Sensazione di umido e/o odore di muffa pungente che permane anche in seguito a variazioni di temperatura o diminuzione di umidità.

Se ti ritrovi nelle descrizioni, c’è una soluzione perfetta per le tue necessità. Ti ricordiamo di non confondere questo specifico genere di umidità con altre tipologie: spesso è infatti necessario un esame approfondito che ne dia conferma.

Umidità di risalita nei muri: cosa fare

Per agire nella maniera migliore possibile, ti consigliamo essenzialmente due possibilità:
1) rivolgiti ad un’azienda referenziata, che può effettuare una diagnosi tecnica precisa. Spesso un incaricato o consulente si recherà presso la tua abitazione, effettuerà i rilievi necessari e, considerando una serie di variabili, ti farà una proposta.

Nel caso in cui NON effettua misurazioni con appropriata strumentazione, la diagnosi potrebbe essere errata in quanto basata su osservazioni soggettive. Non avendo dati oggettivi basati su misure tecniche si può incappare in errori sulla causa dell’umidità e quindi sulla soluzione corretta da attuare. L’intervento rischia quindi di essere poco funzionale. Nel caso in cui sono già state effettuati diversi interventi senza una completa risoluzione consigliamo una diagnosi precisa prima di intervenire con lavori edili.

2) la seconda strada è la meno battuta, ma quella che ti consigliamo caldamente di seguire. Capisci da solo le vere cause dell’umidità di risalita: una volta comprese le problematiche e gli interventi inutili, sarà più semplice intervenire in un secondo momento.

Dispersione termica e umidità di risalita

Lo spiacevole fenomeno dell’umidità ascendente ha delle conseguenze spiacevoli anche sull’utilizzo della propria casa e sulla funzionalità delle pareti stesse.
Un problema lamentato da molti riguarda proprio le prestazioni termiche e la significativa diminuzione della capacità di isolamento termico. Ciò, nel concreto, si traduce nella pessima percezione dell’abitazione: non più un ambiente confortevole, nel quale vivere serenamente, ma una zona poco accogliente difficile da mantenere ad una temperatura ottimale. Questo si rileva un enorme problema sia per chi evidenzia questo problema all’interno della propria abitazione, ma anche nel luogo di lavoro. Infatti, la situazione può avere ripercussioni anche in termini di salute: tante persone, vivendo in ambienti umidi, hanno evidenziato una maggiore predisposizione al raffreddamento, sviluppare dolori cervicali e articolari, acutizzando il dolore.

Soluzioni fai da te e umidità di risalita

Chi ha problemi con umidità di risalita sicuramente ha provato una serie di rimedi, che poi si sono rivelati fallimentari. Purtroppo è una situazione abbastanza comune: tanti tentativi andati a vuoto, perché spesso non si sa più dove sbattere la testa. Eccone alcuni:

  • Intonaci speciali. Possibilità provata da moltissime persone, perché viene consigliato e considerato la soluzione all’umidità di risalita. In realtà, agiscono in maniera immediata e sembrano aver risolto il problema in poco tempo, perché a livello estetico la parete inizia ad assumere una forma normale, senza rigonfiamenti. Dopo pochi mesi, però, il problema si ripresenta: è, purtroppo, soltanto un aiuto che agisce in maniera temporanea, dato che viene sostituito si l’intonaco ma il flusso di umidità che sale lentamente dal terreno continua, trasportando Sali nel nuovo intonaco che prima o poi si satura come il vecchio con un beneficio solo temporaneo. In questo modo, sarai costretto a sprecare soldi e tempo per un prodotto di sacrificio.

 

  • Creazione della contro parete. Questa è solitamente la seconda opzione che viene proposta quando anche gli intonaci speciali hanno ceduto sotto la saturazione dei Sali.

1) Spesso difficile da mettere in opera, la contro parete non fa altro che nascondere visivamente il problema. Però non è scritto da nessuna parte che coprire equivale a risolvere. L’umidità di risalita permane, la muffa pure, saturando l’intercapedine a lungo passa oltre la nuova parete, : non farai altro che occultare la parete, ma il flusso dell’umidità da rialita sarà ancora in azione.
2) Odori: questo è un aspetto che nessuno considera, ma che dopo poco tempo si rivelerà nefasto. Quella che inizialmente sembrava una soluzione accettabile per la tua casa, si rivelerà il peggiore dei tuoi incubi. Nell’intercapedine, a causa dell’umidità, si creeranno degli odori fastidiosi e difficilmente sopportabili, che renderanno il tuo ambiente sgradevole;
3) le muffe. Se ancora non avevi affrontato la questione muffe, adesso sarai costretto a farlo. Tra le due pareti, si creerà una condensa che costituirà l’habitat ideale delle muffe, pericolose per la salute dell’uomo.

  • pannelli per l’umidità. Altro suggerimento che vi verrà fatto, soprattutto dopo aver tentato invano altre soluzioni. Potrà sembrarvi quella definitiva ma, se avete già provato la contro parete in cartongesso, il risultato sarà lo stesso. In generale, sono resistenti all’umidità e di solito vengono impiegati per realizzare cappotti interni. Risultato? Ancora una volta il flusso dell’Umidità da risalita capillare NON viene fermato.

 

  • Guaine impermeabilizzanti. Ora che le hai provate davvero tutte senza risolvere il problema, sarai disposto ad accettare anche questa possibilità. La posa delle guaine richiede anzi tutto un intervento invasivo sui muri e nel pavimento, per il loro funzionamento è necessario isolare totalmente i laterizzi del muro dal contatto con il terreno ed è ovvio che molto spesso ciò non è applicabile. Questo lascia punti del muro scoperti e soggetti alla risalita capillare.

Vespaio. E’ forse l’idea più invasiva di tutte quelle che ti hanno indicato, quindi probabilmente l’hai lasciata come ultima e disperata possibilità. Il maggior limite di questa proposta sta nell’umidità di risalita nelle pareti portanti: non potendo scavare sotto la fondazione l’umidità da risalita continuerà ad agire indisturbata, nonostante l’importante lavoro fatto Se non ben areato un vespaio viene presto saturato dall’umidità di risalita ed inizia a perdere la sua capacità di isolazione.

Umidità di risalita: soluzioni

Nonostante le numerose difficoltà, se sei arrivato fino a qui nella lettura, significa che sei davvero motivato ad apportare un miglioramento nel tuo stile di vita. Già questo costituisce un ottimo presupposto: anche se hai già provato tante soluzioni, rivelatesi poi inefficaci, non hai perso la determinazione.
Ecco perché abbiamo pensato di darti qualche suggerimento per agire in maniera tangibile e concreta, eliminando per sempre l’umidità di risalita dalle tue pareti.

1) taglio meccanico del muro. In questo modo si taglia a parete alla base, inserendo dei fogli di materiale impermeabile in grado di bloccare la risalita dell’umidità. Particolarmente utilizzata in passato, consentiva di debellare in modo definitivo il problema, lasciando però qualche questione strutturale da risolvere. Oggi in Italia è una pratica in disuso,: pur essendo efficiente rispetto al problema dell’umidità, ha punti deboli nell’applicazione alla struttura portante dello stabile, come colonne e angoli dove NON può essere fatta. Viene sconsigliata inoltre per scongiurare indebolimento della base dei muri che possono diventare molto determinanti per la stabilità sismica. Il rischio, che comunque esiste, è che l’umidità, in seguito all’intervento, si trasferisca sui pavimenti o sulle pareti confinanti, rovinandole.
In ogni caso, se decidi di provare con questa opzione, ti consigliamo una ditta affidabile, in grado di rilasciare un certificato anti-sismico, valido e da mostrare alle autorità in caso di controlli.

2) la barriera chimica. Anche questa opzione è piuttosto invasiva, perché verranno effettuati dei fori alla base delle murature per inserire un liquido. Tale sostanza, funge da barriera all’interno della parete, imbibendo i materiali del muro impedisce il passaggio dell’umidità. Tuttavia molto spesso trova dei punti dove non riesce ad estendersi che diventano un passaggio dell’umidità invalidando spesso tutta l’operazione di bloccaggio.

Un limite che sembra evidenziare questo genere di lavoro è simile a quella del caso precedente: il problema si risolve nella parete coinvolta, ma non in quelle circostanti. Anzi, il rischio è proprio il trasferimento di umidità da una zona all’altra, dovuto al fatto che l’intervento non avviene mai in maniera perfettamente uniforme.

Questi due interventi, pur essendo funzionali in determinate circostanze, hanno un limite: sono datati. Infatti, si tratta di precauzioni molto diffuse fino a 20-30 anni fa, a cui oggi si prediligono soluzioni innovative e maggiormente al passo coi tempi. Lo scopo è proprio quello di agire in maniera più delicata nei confronti delle pareti, senza dover per forza abbattere alcune zone di un’abitazione o effettuare fori nei muri. Ecco invece una proposta innovativa, che utilizza strumenti e tecnologie di ultima generazione.

3) Biodry. Il dispositivo, comodo e facilmente trasportabile, una volta azionato, permette di invertire il flusso delle molecole: così facendo, si elimina alla radice il problema, in tutto lo stabile dell‘umidità capillare, una delle cause più frequenti dei danni alle murature. Così facendo, viene ripristinato il normale equilibrio della parete, dato dalle diverse sostanze, tra cui l’acqua. Questa, però, non risale più verticalmente dal terreno ed evita di creare problemi di muffa e umidità, antiestetici e dannosi per la salute. Biodry è un prodotto che, fin dalla creazione, ha avuto una prerogativa: il rispetto per il benessere degli individui e dell’ambiente, senza quindi ricorrere a sostanze potenzialmente dannose o additivi chimici.

Umidità di risalita, come risolvere? La soluzione è Biodry

Lo scopo di Biodry è quello di proporre una tecnologia innovativa, con la meta di migliorare il benessere delle persone. Ciò avviene dando particolare attenzione all’ambiente, realizzando proposte eco-sostenibili, dando uno sguardo lungimirante al futuro.

La volontà è quella di creare una soluzione ottimale, in primo luogo per garantire il benessere degli individui. Lo strumento proposto è frutto del lavoro di una ricerca esperta di bioedilizia e prende il nome di Biodry.

Eliminare l’umidità dai muri con Biodry: la migliore proposta sul mercato

Tantissime sono le opinioni entusiastiche di chi ha utilizzato questo prodotto, che ha contribuito a migliorare la condizione di edifici datati e in cui i lavori di impermeabilizzazione non sono stati eseguiti correttamente. Con Biodry viene effettuata un’analisi strumentale approfondita, il problema viene bloccato alla radice, senza tuttavia essere invasivo nei confronti della struttura o nelle pareti. Interviene in maniera mirata, con un sistema testato che evita ricadute problematiche, evitando una volta per tutte crepe e distacco dell’intonaco. In questo modo è possibile risolvere problemi estetici, ma soprattutto a livello strutturale.

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