Archivio Autore: aledmin

Umidità da risalita come risolvere?

Cos’è l’umidità da risalita? Esistono delle soluzioni fai da te o professionali per eliminare definitivamente questo problema? Prima di rispondere a queste domande bisogna comprendere bene in cosa consiste l’umidità di risalita e quali sono le cause più ricorrenti che determinano questo fenomeno. Solo in questo modo sarà possibile comprendere come mai i più diffusi sistemi antirisalita dell’umidità nei fatti non funzionano.

Diversamente da quello che si potrebbe pensare l’umidità di risalita non è un avvenimento raro ma interessa moltissimi immobili e non solo di vecchia costruzione ma anche quelli moderni o ristrutturati da poco. Ecco tutto quello che c’è da sapere sull’argomento e i rimedi più efficaci.

Umidità da risalita: in cosa consiste?

L’umidità da risalita affligge molte costruzioni e si verifica quando i muri di un determinato edificio iniziano ad assorbire troppa umidità che sale dal basso, generando così un vero e proprio effetto spugna. Questo spiega perché il fenomeno della risalita viene tecnicamente conosciuto anche come ascendente.

In linea generale i muri quando sono in costante contatto con l’acqua presente nel sottosuolo ad un certo punto non riescono più ad assorbire l’eccessiva umidità e ciò determina inevitabilmente il problema della risalita capillare.

In buona sostanza l’acqua penetra completamente all’interno dell’intonaco e rilascia delle macchie visibili e antiestetiche che possono essere più o meno ampie e persino oltrepassare un metro di altezza.

L’umidità di risalita non deve essere confusa con altre situazioni altrettanto ricorrenti, come ad esempio la condensa o le infiltrazioni, pure dovute ad un eccesso di umidità ma che quando si verificano sporadicamente non provocano danni significativi all’immobile.

Le conseguenze dell’umidità da risalita sono ben diverse. Il fenomeno è infatti continuo nel corso dell’anno e quando non risolto in modo risolutivo deteriora l’edificio e non solo. L’umidità da risalita compromette la salute di chi abita l’immobile. L’umidità genera, come verrà spiegato meglio appresso,il deposito di sali minerali sul fondo dei muri che si trasformano in salnitro, dannoso per le vie respiratorie proprio perché altera la salubrità dell’aria.

Umidità muri interni ed esterni

Come spiegato l’umidità da risalita non si verifica solo all’interno degli immobili datati ma può colpire i muri interni ed esterni di qualsiasi edificio, anche di recente costruzione. Il problema principale è da attribuire ad una mancata o scorretta impermeabilizzazione delle pareti, sia verticale che orizzontale.

Quando manca l’impermeabilizzazione le molecole dell’acqua, in maniera graduale e costante, risalgono lentamente i muri innescando il fenomeno della capillarità e formando di conseguenza dei cristalli bianchi.

L’umidità nei muri interni deve essere analizzata accuratamente da un esperto del settore, per identificarne esattamente le cause e l’entità del problema. Il più delle volte all’umidità dei muri interni si accompagnano problemi di muffa, sgradevoli odori e intonaci scrostati. Tante volte, infatti, l’umidità di risalita che colpisce i muri dipende dalla rottura delle tubazioni, dai danni idraulici, dalle infiltrazioni che provengono dal terrazzo o abitazioni adiacenti.

Umidità ascendente: le zone più colpite

Sicuramente i muri interni ed esterni sono le parti dell’edificio più colpite dall’umidità da risalita, ma tante volte il fenomeno può manifestarsi anche in altri punti dell’appartamento e non soltanto quelli secondari, come garage, cantine o sottoscale.

A questo proposito non sono infrequenti i casi in cui l’umidità ascendente si verifica sui rivestimenti e specialmente sul pavimento. Questo succede quando il massetto non è stato predisposto con la corretta impermeabilizzazione. Le fughe saranno di conseguenza ricoperte da umidità e presentano una patina bianca. Altre volte l’umidità di risalita, soprattutto nelle case ubicate al piano terra, compare lungo il perimetro della stanza, appena sopra il battiscopa e si concentra maggiormente negli angoli.

In linea generale occorre precisare che non esistono materiali del tutto immuni al fenomeno dell’umidità ascendente e questo spiega come mai il problema può colpire anche i muri in pietra, che quando molto porosi riescono ad assorbire eccessiva umidità fino a modificare la colorazione originaria.

Stesso vale per i muri realizzati in cemento armato. Questo materiale, pur essendo abbastanza compatto e denso, può essere colpito in modo significativo dall’umidità di risalita e solitamente le macchie di muffa e umidità si presentano come chiazze irregolari alte circa 30 centimetri.

Diverso è il caso dei mattoni pieni perché il fenomeno dell’umidità ascendente può essere più o meno importante. Tutto dipende proprio dalle caratteristiche tecniche del mattone pieno e soprattutto dal modo in cui è stato cotto e quindi dal grado di porosità. I mattoni antichi possono reagire in maniera differente proprio perché cotti con sistemi e temperature non sempre uniformi. Ecco perché su questi mattoni è ricorrente notare punti in cui l’umidità da risalita è più evidente rispetto che in altre zone. Nel caso dei mattoni pieni moderni e cotti con sistemi all’avanguardia il grado di porosità è invece uguale per ogni singolo pezzo e l’umidità viene assorbita in maniera più uniforme.

Infine si segnala l’umidità di risalita su muri in tufo, materiale molto leggero, poroso e solitamente usato per realizzare le pareti portanti. Stavolta il fenomeno è assai evidente e si manifesta con il danneggiamento e la corrosione della malta che tiene uniti i singoli blocchi di tufo.

Umidità di risalita muri: come riconoscerla?

Sicuramente il miglior modo per identificare i problemi legati all’umidità da risalita è quello di rivolgersi ad un esperto del settore, che effettuerà un sopralluogo accurato sul posto, anche per accertare eventuali ulteriori problemi di umidità dal pavimento e cause secondarie.

Tuttavia, anche senza alcuna esperienza nel campo edilizio e delle costruzioni, è possibile riconoscere facilmente l’umidità e la muffa di risalita osservando attentamente alcuni dettagli dell’immobile.

La prima cosa da verificare è la presenza dei sali bianchi lungo le pareti che nella maggior parte generano lo scrostamento dell’intonaco, l’esfoliazione graduale della pittura e deteriorano il cemento.

Appurato questo problema non bisogna commettere l’errore di posticipare gli interventi necessari per bloccare l’umidità di risalita. Rimandare vuol dire infatti peggiorare la situazione e di conseguenza affrontare maggiori costi per risolvere definitivamente il problema.

La presenza dei sali sul muro da sola non basta a dare la certezza che la casa è colpita dall’umidità di risalita. I sali, infatti, possono essere stati causati anche da altre tipologie di umidità, in ogni caso da verificare tramite un esperto e con strumentazioni apposite.

La risalita dell’acqua dal pavimento provoca un deterioramento della parete almeno di 2 centimetri di altezza e la gravità del fenomeno è direttamente legata alla porosità del materiale che la compone. Naturalmente influisce molto la quantità di acqua presente nel sottosuolo, oltre che la datazione della muratura, le caratteristiche dell’intonaco applicato e la corretta impermeabilizzazione. In casi estremi, come quelli registrati nella città di Venezia, l’umidità è riuscita a deteriorare le pareti oltrepassando i 3 metri di altezza!

Risalita acqua dal pavimento: perché succede?

Posto che la mancata o scorretta impermeabilizzazione è proprio la causa principale che scatena l’umidità ascendente, molti proprietari si ritrovano ad occupare case appena ristrutturate ma con pareti e pavimenti pieni di umidità.

Alla carenza dell’impermeabilizzazione altre ragioni possono infatti contribuire a intensificare il fenomeno dell’umidità di risalita. Si pensi ad esempio all’umidità della pavimentazione attigua alla stanza interessata, alla rottura dei tubi dell’acqua oppure ai problemi legati al deflusso pluviale.

La causa primaria, quindi la mancata impermeabilizzazione, accompagnata da quelle secondarie, non faranno altro che sgretolare l’intonaco. L’acqua che risale dal sottosuolo è infatti ricca di sali minerali e come noto il sale tende a cristallizzarsi, aumentando il suo volume fino a corrodere l’intonaco. Quest’ultimo inizia progressivamente a staccarsi e a cadere sul pavimento.

I sali cristallizzati e trasportati in superficie dall’umidità non contengono solo nitrati, nitriti, solfati, cloruri ecc ma anche componenti dei materiali edili, quali calcestruzzo e laterizi. Si parla a questo riguardo di umidità igroscopica che non fa altro che compromettere anche l’isolamento termico dell’edificio, con tutte le conseguenze negative che ne derivano, i costi e gli sprechi energetici.

Eliminare umidità risalita: è possibile?

Esistono diversi sistemi antiumidità di risalita adottanti nel tempo ma che non riescono a risolvere il problema in maniera risolutiva. Dopo poco tempo infatti si nota la risalita dell’acqua dal pavimento e dai muri, con estrema insoddisfazione per i soldi e il tempo sprecato.

Uno dei rimedi più diffusi è l’antirombo per muri un prodotto che non riesce a risanare le pareti colpite dall’umidità ascendente, semplicemente perché non elimina il problema alla fonte. Del resto sono gli stessi produttori a descrivere le loro soluzioni antiumido come non risolutive perché non riescono ad asciugare l’umidità.

Altro trattamento anti umidità di risalita è la realizzazione di una controparete in cartongesso e/o in laterizio. Tuttavia, questo non è un vero e proprio rimedio per i problemi di umidità nei muri, quanto piuttosto un modo per nasconderli alla vista, almeno per un certo periodo di tempo e fino a quando non si presenteranno in modo più aggressivo.

La controparete infatti non arresta la risalita ma può persino peggiorare la situazione esistente, in quanto determina cattivi odori, fino a rendere l’aria davvero irrespirabile e sicuramente non salubre. A tutto ciò bisogna aggiungere gli effetti di una condensa interstiziale che danneggerà in modo significativo la parete.

Rimedi contro umidità di risalita

A questo punto è normale chiedersi come porre fine all’umidità di risalita dai muri perimetrali e dal pavimento della propria abitazione. Esiste davvero un sistema per lasciarsi alle spalle questo fenomeno corrosivo e rendere l’immobile finalmente confortevole?

La risposta porta il nome di Biodry Technology, dispositivo appositamente progettato per eliminare l’umidità capillare che interessa ogni tipo di immobile, rivestimento e parete. Utilizzando Biodry Technology sarà possibile arrestare il flusso di umidità che colpisce i muri e tutto questo semplicemente sfruttando il principio fisico che blocca l’ascesa dell’umidità. In buona sostanza il problema viene risolto a monte.

Le molecole d’acqua salgono per attrazione lungo le pareti che restano contatto con il terreno: solo contrastando questa forza di gravità si può fermare l’umidità ascendente. Biodry Technology riesce a contrastare la forza di risalita delle molecole che raggiungono i 2 metri in altezza, eliminando di conseguenza sgradevoli odori, muffe e la formazioni dei sali dai muri. L’acqua sottostante continua a restare sotto senza più attraversare in modo capillare i muri.

Il dispositivo ha già riscosso un enorme successo in tutto il mondo, anche perché non richiede l’utilizzo di additivi chimici, onde elettromagnetiche e l’uso di elettricità. Semplice anche l’installazione, visto che non sono previsti costosi ed invasivi interventi murari, dunque non sarà necessario alterare la metratura o abbattere pareti.

Prodotto dall’azienda di Lugano Wall&Wall, Biodry Technology è molto compatto e diversamente dagli altri sistemi anti risalita dell’umidità, agisce in modo del tutto naturale, semplicemente invertendo il flusso delle molecole dell’acqua in modo che le pareti possano progressivamente riacquistare la loro dimensione originaria.

Una volta installato i risultati non tardano ad essere notati ed apprezzati. I muri si asciugano progressivamente, spariscono gli odori di muffa e si riduce il livello di umidità presente nell’aria. L’immobile acquista così maggiore efficienza termica e questo porta anche ad un risparmio energetico nel breve e lungo termine.

L’aspetto più interessante è che l’umidità di risalita resta costantemente sotto il livello del pavimento, quindi non colpirà più le pareti e le fughe dei pavimenti o i muri perimetrali. Non sarà quindi necessario ricorrere a continue opere di ristrutturazione, tinteggiare periodicamente le pareti, tentare con il fai da te e applicare prodotti antimuffa poco o per nulla efficaci.

Investire in Biodry Technology vuol dire salvaguardare il proprio immobile e ridurre i danni strutturali provocati dall’umidità che con il tempo alterano irrimediabilmente il PH del cemento, le armature ferrose e la stabilità della struttura. Quando completamente asciutte, le pareti si possono finalmente risanare, tinteggiare e decorare come più si preferisce, ma soprattutto in maniera definitiva.

Ulteriore buon motivo per scegliere Biodry Technology è sicuramente l’affidabilità. Il dispositivo, infatti, viene accompagnato dalla garanzia soddisfatti o rimborsati. Il cliente non ottiene i risultati sperati? In questo caso l’azienda rimborsa il 70% dell’importo, trattenendo solo le spese tecniche. Chi ha già installato il dispositivo può infine contare anche sulla puntuale assistenza e manutenzione ad opere di tecnici qualificati.

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    Come eliminare l’umidità di risalita e la muffa

    Tante sono le persone che, all’interno delle loro abitazioni, evidenziano problemi di muffa e umidità. Si tratta di una situazione spiacevole, ma risolvibile. Conviene intervenire con una certa rapidità per evitare peggioramenti, che a breve e a lungo termine potrebbero rivelarsi più complicati da gestire.

    Provoca infatti diversi problemi sia per benessere di chi vi abita, sia per lo stato della casa. La muffa compare, in maniera inesorabile, nella stagione autunnale e invernale, nonostante si tenti di tenere arieggiate le stanze. Moltissime persone provano ad utilizzare diversi prodotti, in modo da liberare le loro pareti in maniera definitiva. In realtà sono soluzioni che agiscono temporaneamente e nell’immediato, senza garantire però risultati stabili e definitivi.

    Le cause dell’umidità presente in una casa sono diverse, occorre effettuare una diagnosi precisa ed accurata tramite misurazioni oggettive che confermano o escludono le differenti problematiche. Spesso l’umidità presente in una casa è causata dalla cosiddetta risalita capillare che interessa maggiormente i piani terra ed eventuali seminterrati. In questo caso abbiamo la soluzione che fa al caso: con Biodry è possibile agire in maniera istantanea, con una modalità di diagnostica efficace e precisa ed un intervento quindi definitivo che garantisce il risultato nel tempo.

    Umidità da risalita Capillare: cos’è

    Questo genere di umidità è una delle più frequenti presenti nei piani terra, seminterrati e/o interrati, oltre che una delle più complicate da sradicare definitivamente.

    Ma da cosa è causata? In generale, si tratta di una condizione dovuta dalla presenza di acqua nel terreno dove è stata edificata l’abitazione.
    L’umidità, naturalmente presente nel sottosuolo, tende a crescere verticalmente e svilupparsi in maniera rapida all’interno della parete. Tale fenomeno, chiamato appunto umidità di risalita, interessa le pareti delle zone inferiori di un’abitazione (piano terra e sottostanti), ma può comparire anche nel pavimento.
    L’acqua che dal terreno risale la parete è acqua salina. L’acqua, salendo, evapora depositando i cristalli di sale raccolti dal terreno nel muro. Il sale cristallizzando al suo interno aumenta di volume: per questo motivo l’intonaco si disgrega e la pittura si gonfia e si distacca.

    Nei pavimenti possono emergere problematiche legate alla salinizzazione, dove compaiono macchie di umidità o segni biancastri tra le righe delle piastrelle.

    Il problema riguarda anche le murature in pietra: in questo caso è meno immediato notarlo, perché tutto dipende dalla conformazione delle pietre e se è presente un intonaco.

    Nel cemento armato, ad esempio, la macchia ricoprirà una superficie molto inferiore, un materiale denso e compatto riduce la penetrazione dell’acqua dato che i Capillari sono meno presenti, l’intonaco invece, con maggiore porosità, raggiungere livelli molto più alti.

    E’ bene non confondere questo fenomeno con quello della condensazione che, invece è causata da altre cause tar cui dispersione termica causata da cattiva isolazione e da molti altri fattori.

    Caratteristiche dell’umidità di risalita

    Ci sono alcuni elementi che aiutano nell’individuazione di questa fastidiosa problematica:

    • Rigonfiamento e distacco della pittura ed erosione della muratura;
    • Macchie sul muro con forma uniforme orizzontale , come una linea, che si diffonde dal pavimento verso l’alto;
    • Presenza di Sali bianchi o giallastri con bordi frastagliati generalmente allo stesso livello della parete. Formate dai sali minerali che cristallizzano sulla superficie dell’intonaco.
    • Sensazione di umido e/o odore di muffa pungente che permane anche in seguito a variazioni di temperatura o diminuzione di umidità.

    Se ti ritrovi nelle descrizioni, c’è una soluzione perfetta per le tue necessità. Ti ricordiamo di non confondere questo specifico genere di umidità con altre tipologie: spesso è infatti necessario un esame approfondito che ne dia conferma.

    Umidità di risalita nei muri: cosa fare

    Per agire nella maniera migliore possibile, ti consigliamo essenzialmente due possibilità:
    1) rivolgiti ad un’azienda referenziata, che può effettuare una diagnosi tecnica precisa. Spesso un incaricato o consulente si recherà presso la tua abitazione, effettuerà i rilievi necessari e, considerando una serie di variabili, ti farà una proposta.

    Nel caso in cui NON effettua misurazioni con appropriata strumentazione, la diagnosi potrebbe essere errata in quanto basata su osservazioni soggettive. Non avendo dati oggettivi basati su misure tecniche si può incappare in errori sulla causa dell’umidità e quindi sulla soluzione corretta da attuare. L’intervento rischia quindi di essere poco funzionale. Nel caso in cui sono già state effettuati diversi interventi senza una completa risoluzione consigliamo una diagnosi precisa prima di intervenire con lavori edili.

    2) la seconda strada è la meno battuta, ma quella che ti consigliamo caldamente di seguire. Capisci da solo le vere cause dell’umidità di risalita: una volta comprese le problematiche e gli interventi inutili, sarà più semplice intervenire in un secondo momento.

    Dispersione termica e umidità di risalita

    Lo spiacevole fenomeno dell’umidità ascendente ha delle conseguenze spiacevoli anche sull’utilizzo della propria casa e sulla funzionalità delle pareti stesse.
    Un problema lamentato da molti riguarda proprio le prestazioni termiche e la significativa diminuzione della capacità di isolamento termico. Ciò, nel concreto, si traduce nella pessima percezione dell’abitazione: non più un ambiente confortevole, nel quale vivere serenamente, ma una zona poco accogliente difficile da mantenere ad una temperatura ottimale. Questo si rileva un enorme problema sia per chi evidenzia questo problema all’interno della propria abitazione, ma anche nel luogo di lavoro. Infatti, la situazione può avere ripercussioni anche in termini di salute: tante persone, vivendo in ambienti umidi, hanno evidenziato una maggiore predisposizione al raffreddamento, sviluppare dolori cervicali e articolari, acutizzando il dolore.

    Soluzioni fai da te e umidità di risalita

    Chi ha problemi con umidità di risalita sicuramente ha provato una serie di rimedi, che poi si sono rivelati fallimentari. Purtroppo è una situazione abbastanza comune: tanti tentativi andati a vuoto, perché spesso non si sa più dove sbattere la testa. Eccone alcuni:

    • Intonaci speciali. Possibilità provata da moltissime persone, perché viene consigliato e considerato la soluzione all’umidità di risalita. In realtà, agiscono in maniera immediata e sembrano aver risolto il problema in poco tempo, perché a livello estetico la parete inizia ad assumere una forma normale, senza rigonfiamenti. Dopo pochi mesi, però, il problema si ripresenta: è, purtroppo, soltanto un aiuto che agisce in maniera temporanea, dato che viene sostituito si l’intonaco ma il flusso di umidità che sale lentamente dal terreno continua, trasportando Sali nel nuovo intonaco che prima o poi si satura come il vecchio con un beneficio solo temporaneo. In questo modo, sarai costretto a sprecare soldi e tempo per un prodotto di sacrificio.

     

    • Creazione della contro parete. Questa è solitamente la seconda opzione che viene proposta quando anche gli intonaci speciali hanno ceduto sotto la saturazione dei Sali.

    1) Spesso difficile da mettere in opera, la contro parete non fa altro che nascondere visivamente il problema. Però non è scritto da nessuna parte che coprire equivale a risolvere. L’umidità di risalita permane, la muffa pure, saturando l’intercapedine a lungo passa oltre la nuova parete, : non farai altro che occultare la parete, ma il flusso dell’umidità da rialita sarà ancora in azione.
    2) Odori: questo è un aspetto che nessuno considera, ma che dopo poco tempo si rivelerà nefasto. Quella che inizialmente sembrava una soluzione accettabile per la tua casa, si rivelerà il peggiore dei tuoi incubi. Nell’intercapedine, a causa dell’umidità, si creeranno degli odori fastidiosi e difficilmente sopportabili, che renderanno il tuo ambiente sgradevole;
    3) le muffe. Se ancora non avevi affrontato la questione muffe, adesso sarai costretto a farlo. Tra le due pareti, si creerà una condensa che costituirà l’habitat ideale delle muffe, pericolose per la salute dell’uomo.

    • pannelli per l’umidità. Altro suggerimento che vi verrà fatto, soprattutto dopo aver tentato invano altre soluzioni. Potrà sembrarvi quella definitiva ma, se avete già provato la contro parete in cartongesso, il risultato sarà lo stesso. In generale, sono resistenti all’umidità e di solito vengono impiegati per realizzare cappotti interni. Risultato? Ancora una volta il flusso dell’Umidità da risalita capillare NON viene fermato.

     

    • Guaine impermeabilizzanti. Ora che le hai provate davvero tutte senza risolvere il problema, sarai disposto ad accettare anche questa possibilità. La posa delle guaine richiede anzi tutto un intervento invasivo sui muri e nel pavimento, per il loro funzionamento è necessario isolare totalmente i laterizzi del muro dal contatto con il terreno ed è ovvio che molto spesso ciò non è applicabile. Questo lascia punti del muro scoperti e soggetti alla risalita capillare.

    Vespaio. E’ forse l’idea più invasiva di tutte quelle che ti hanno indicato, quindi probabilmente l’hai lasciata come ultima e disperata possibilità. Il maggior limite di questa proposta sta nell’umidità di risalita nelle pareti portanti: non potendo scavare sotto la fondazione l’umidità da risalita continuerà ad agire indisturbata, nonostante l’importante lavoro fatto Se non ben areato un vespaio viene presto saturato dall’umidità di risalita ed inizia a perdere la sua capacità di isolazione.

    Umidità di risalita: soluzioni

    Nonostante le numerose difficoltà, se sei arrivato fino a qui nella lettura, significa che sei davvero motivato ad apportare un miglioramento nel tuo stile di vita. Già questo costituisce un ottimo presupposto: anche se hai già provato tante soluzioni, rivelatesi poi inefficaci, non hai perso la determinazione.
    Ecco perché abbiamo pensato di darti qualche suggerimento per agire in maniera tangibile e concreta, eliminando per sempre l’umidità di risalita dalle tue pareti.

    1) taglio meccanico del muro. In questo modo si taglia a parete alla base, inserendo dei fogli di materiale impermeabile in grado di bloccare la risalita dell’umidità. Particolarmente utilizzata in passato, consentiva di debellare in modo definitivo il problema, lasciando però qualche questione strutturale da risolvere. Oggi in Italia è una pratica in disuso,: pur essendo efficiente rispetto al problema dell’umidità, ha punti deboli nell’applicazione alla struttura portante dello stabile, come colonne e angoli dove NON può essere fatta. Viene sconsigliata inoltre per scongiurare indebolimento della base dei muri che possono diventare molto determinanti per la stabilità sismica. Il rischio, che comunque esiste, è che l’umidità, in seguito all’intervento, si trasferisca sui pavimenti o sulle pareti confinanti, rovinandole.
    In ogni caso, se decidi di provare con questa opzione, ti consigliamo una ditta affidabile, in grado di rilasciare un certificato anti-sismico, valido e da mostrare alle autorità in caso di controlli.

    2) la barriera chimica. Anche questa opzione è piuttosto invasiva, perché verranno effettuati dei fori alla base delle murature per inserire un liquido. Tale sostanza, funge da barriera all’interno della parete, imbibendo i materiali del muro impedisce il passaggio dell’umidità. Tuttavia molto spesso trova dei punti dove non riesce ad estendersi che diventano un passaggio dell’umidità invalidando spesso tutta l’operazione di bloccaggio.

    Un limite che sembra evidenziare questo genere di lavoro è simile a quella del caso precedente: il problema si risolve nella parete coinvolta, ma non in quelle circostanti. Anzi, il rischio è proprio il trasferimento di umidità da una zona all’altra, dovuto al fatto che l’intervento non avviene mai in maniera perfettamente uniforme.

    Questi due interventi, pur essendo funzionali in determinate circostanze, hanno un limite: sono datati. Infatti, si tratta di precauzioni molto diffuse fino a 20-30 anni fa, a cui oggi si prediligono soluzioni innovative e maggiormente al passo coi tempi. Lo scopo è proprio quello di agire in maniera più delicata nei confronti delle pareti, senza dover per forza abbattere alcune zone di un’abitazione o effettuare fori nei muri. Ecco invece una proposta innovativa, che utilizza strumenti e tecnologie di ultima generazione.

    3) Biodry. Il dispositivo, comodo e facilmente trasportabile, una volta azionato, permette di invertire il flusso delle molecole: così facendo, si elimina alla radice il problema, in tutto lo stabile dell‘umidità capillare, una delle cause più frequenti dei danni alle murature. Così facendo, viene ripristinato il normale equilibrio della parete, dato dalle diverse sostanze, tra cui l’acqua. Questa, però, non risale più verticalmente dal terreno ed evita di creare problemi di muffa e umidità, antiestetici e dannosi per la salute. Biodry è un prodotto che, fin dalla creazione, ha avuto una prerogativa: il rispetto per il benessere degli individui e dell’ambiente, senza quindi ricorrere a sostanze potenzialmente dannose o additivi chimici.

    Umidità di risalita, come risolvere? La soluzione è Biodry

    Lo scopo di Biodry è quello di proporre una tecnologia innovativa, con la meta di migliorare il benessere delle persone. Ciò avviene dando particolare attenzione all’ambiente, realizzando proposte eco-sostenibili, dando uno sguardo lungimirante al futuro.

    La volontà è quella di creare una soluzione ottimale, in primo luogo per garantire il benessere degli individui. Lo strumento proposto è frutto del lavoro di una ricerca esperta di bioedilizia e prende il nome di Biodry.

    Eliminare l’umidità dai muri con Biodry: la migliore proposta sul mercato

    Tantissime sono le opinioni entusiastiche di chi ha utilizzato questo prodotto, che ha contribuito a migliorare la condizione di edifici datati e in cui i lavori di impermeabilizzazione non sono stati eseguiti correttamente. Con Biodry viene effettuata un’analisi strumentale approfondita, il problema viene bloccato alla radice, senza tuttavia essere invasivo nei confronti della struttura o nelle pareti. Interviene in maniera mirata, con un sistema testato che evita ricadute problematiche, evitando una volta per tutte crepe e distacco dell’intonaco. In questo modo è possibile risolvere problemi estetici, ma soprattutto a livello strutturale.

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      Umidità di risalità: cos’è e come evitarla?

      Se c’è un problema che costringe tantissime persone di correre ai ripari, quella è sicuramente l’umidità di risalita. Fastidiosa, essa tende a ritornare anche dopo che vengono presi dei provvedimenti. Le soluzioni fai da te spesso non bastano e quelle professionali costicchiano. Per giunta bisogna ricordarsi di distinguere le soluzioni temporanee, che durano pochissime, da quei rimedi che sono destinati a durare per molti anni a venire. Il mercato, poi, è così ampio da creare un grandissimo imbarazzo di scelta. Non si capisce bene a che tipo di soluzioni occorre affidarsi. Andiamo, però, per gradi e cerchiamo di capire innanzitutto cos’è l’umidità da risalita.

      Umidità in risalita? Ecco cos’è

      Come dice anche il nome, si tratta dell’umidità ascendente proveniente dal terreno. Tale evento si verifica soprattutto quando l’impermeabilizzazione verticale oppure orizzontale è inadeguata oppure manca del tutto. Quando succede questo, le molecole d’acqua risalgono la parete trasportando anche i sali minerali contenuti nella muratura. Questo avviene a causa del fenomeno della capillarità soprattutto nelle situazioni d’impermeabilità mancante o inadeguata. Per evitare questo fenomeno si manifesti basterebbe svolgere un lavoro d’impermeabilità attento. Questo, però, non sempre accade. Spesso i costruttori stessi si dimenticano, nel vero senso della parola, di rendere il terreno ben impermeabilizzato. E anche se a prima vista potrebbe sembrare una dimenticanza abbastanza superficiale e poco importante, la realtà è che a lungo andare potrebbe portare a numerose complicanze. Più passa il tempo e meno le soluzioni per l’umidità di salita potrebbero essere efficaci. Per questo occorre agire in fretta, in modo da limitare i possibili danni e al contempo non dare al problema la possibilità di progredire.

      Dove si forma l’umidità di risalita?

      Tale fenomeno interessa soprattutto le pareti interne ed esterne, oltre all’interrato e al piano terra. Tuttavia, si tratta di un fenomeno che può interessate anche varie altre zone. In particolare, l’umidità da risalita è collegata al pavimento. Come già accennato, sullo stesso compare soprattutto quando il massetto sottostante è sprovvisto di un’adeguata impermeabilizzazione. Può manifestarsi anche quando ci sono delle fughe da cui fuoriesce l’umidità che, in seguito, può danneggiare l’ambiente intorno. Da questo deriva che l’umidità interessa anche le superfici del primo piano, oltre che dei piani superiori (risale lungo le pareti). In quest’ultimo caso l’umidità di risalita somiglia molto al classico fenomeno di risalita, ma può essere dovuta anche alle infiltrazioni provenienti dalle terrazze oppure manifestarsi a causa delle rotture idrauliche di vario genere. Il fenomeno dell’umidità da risalita sul pavimento può essere estremamente pericoloso, in quanto successivamente l’umidità può diffondersi a tutte le altre superfici e ambienti.
      Le murature in pietra aiutano? Possono considerarsi uno dei rimedi per l’umidità di risalita? No, in quanto anche i muri in pietra subiscono questo fenomeno. L’unica differenza in questo caso caso è che tale fenomeno può essere più o meno evidente: dipende tutto dal grado di porosità della pietra. Si pensava in passato che il cemento armato è in grado di evitare la comparsa dell’umidità di risalita. Questo, però, è vero fino a un certo punto. In particolare, considerando che si tratta di un materiale molto denso e compatto, la risalita non supera mai i 30 cm di altezza. Ciononostante, vedere l’umidità arrivare fino a quel punto è comunque inestetico ed è meglio evitare. Infine c’è anche il caso dei mattoni pieni. Per gli stessi l’umidità può raggiungere sia altezze che concentrazioni molto differenti: sono dei fattori che dipendono dalla qualità del forno in cui sono stati cotti i mattoni, in quanto si tratta di una lavorazione che incide molto sul grado di porosità del prodotto. Per questo i mattoni moderni, cotti in forni di elevatissima qualità, sono in grado di limitare abbastanza bene l’umidità di risalita. Ciononostante, quest’ultima può comunque manifestarsi in modo abbastanza evidente anche sulle superfici di questo genere, soprattutto a causa di fughe molto intense.

      I segni dell’umidità di risalita

      Riconoscere l’umidità di risalita non è affatto così difficile come si potrebbe pensare. Tutt’altro: riconoscerla è semplice anche per coloro che non sono molto ferrati nel settore edile. Difatti, l’umidità ascendente mostra numerose efflorescenze di sali bianchi. Questo viene accompagnato anche dallo scrostamento degli intonaci e dalle esfoliazioni della pittura. Questi sintomi, se così è possibile chiamarli, non escludono la possibilità che ci possa essere anche altre tipologie di umidità. Per questo è sempre meglio verificare tale ipotesi usando la giusta apparecchiatura. La parete può rovinarsi differentemente, da un paio di centimetri fino a ben 2 metri. Precisamente questo dipende dalla porosità del materiale che compongono le superfici, la quantità d’acqua nel terreno (per esempio, a Venezia oppure in città simili, l’umidità in risalita può raggiungere anche i 4 metri d’altezza), l’età della muratura (più vecchia è e più facilmente si manifesterà il fenomeno dell’umidità da risalita). Anche l’intonaco può influenzare il grado di manifestazione dell’umidità da risalita. In altri ambienti, particolarmente secchi e senza un elevato grado di umidità nel terreno oppure nell’aria, questo fenomeno è quasi del tutto assente.

      Umidità di risalita: perché avviene?

      Anche se il fattore principale che causa la comparsa dell’umidità di risalita è la mancata impermeabilizzazione, ci sono anche degli altri fattori da considerare. Tra gli stessi spicca, per esempio, una bassa qualità della muratura. Tra gli stessi occorre ricordarsi dell’umidità laterale, ovvero di quella che proviene dalle pavimentazioni attigue. A questo si aggiungono anche le eventuali rotture idrauliche, oltre alle imperfezioni della rete di deflusso pluviale. Sono tutti dei dettagli che, però, possono influire in modo alquanto negativo sul fenomeno dell’umidità in risalita. Infine spicca anche il fattore del bypassaggio delle varie impermeabilizzazioni presenti a causa della presenza d’intonaci di bassa qualità oppure dei massetti in aderenza alla superficie.
      Infine spiccano anche i sali igroscopici. Questi, come è stato dimostrato, favoriscono sia la comparsa che il continuo progresso dell’umidità in risalita. Difatti, l’acqua che risale una superficie dal terreno l’acqua salina. Difatti, quando l’acqua evapora, il sale nella stessa si cristallizza aumentando la propria dimensione a dismisura (fino a ben 12 volte). Questo, a sua volta, danneggia l’intonaco, che finisce per sgretolarsi e cadere. La colpa principale, quindi, è proprio dei sali. I sali pericolosi per la superficie sono quelli di varie tipologie: i croluri, i nitrati, i solfati e così via. Questi possono provenire non solo dal terreno, ma anche dai materiali edili stessi. Basti pensare al calcestruzzo oppure ai laterizi.
      I sali vengono trasportati nei muri proprio a causa dell’umidità e in certe condizioni possono assumere anche l’umidità dell’aria, sciogliersi e quindi anche bagnare le pareti causando la comparsa di macchine di varia dimensione. Questo è facilmente osservabile in condizioni di elevata umidità nell’aria. Per esempio, si può osservare questa condizione soprattutto quando piove. Tutti gli intonaci che non sono compatibili con i sali minerali contenuti in questo liquido sono destinati a rovinarsi e cadere.
      Tra le varie conseguenze dell’umidità di risalita spicca la dispersione termica. I muri perdono la loro capacità d’isolamento e i rimedi per la umidità di risalita possono essere molto costosi. A lungo andare l’umidità ascendente può comportare problemi anche all’integrità della parete. Per questo moltissime stanze le cui pareti soffrono del problema dell’umidità di risalita risultano molto scomode anche quando si accende il riscaldamento.

      Cosa NON fare per risolvere il problema dell’umidità di risalita?

      Ci sono varie “soluzioni” che non bisogna impiegare, anche perché potrebbero causare diversi altri problemi. Tra gli stessi un posto particolare è occupato dal famoso intonaco deumidificante. Quest’ultimo viene spesso ritenuto la soluzione definitiva al problema. Questo perché si tratta semplicemente d’intonaci che potrebbero rallentare, leggermente, il problema. Non la fermano del tutto neanche se sono di alta qualità e potrebbero comunque danneggiarsi come moltissimi altri intonaci.
      Un discorso molto simile riguarda le famosissime contropareti, realizzate con il laterizio oppure il cartongesso. Entrambi i materiali sono dei perfetti conduttori dell’umidità. Certo, la controparete potrebbe nascondere i sintomi del problema, per un certo lasso di tempo, ma non li risolvere mai del tutto. E non appena si stacca la controparete ci si meraviglia. A questo si aggiungono i cattivi odori legati all’umidità, che nei casi più gravi potrebbero peggiorare sensibilmente la qualità dell’aria nell’ambiente. Lo stesso discorso vale anche per i pannelli che vengono applicati sulle pareti.
      E se si ponessero sulle superfici verticali della casa delle guaine impermeabilizzanti? I manti bituminosi, le guaina osmotiche o catramiche, ma anche il nylon che viene imposto nella parete sono tutte quelle soluzioni che causano semplicemente una velocizzazione del processo di risalita dell’umidità lungo le pareti.

      Umidità di risalita: le soluzioni definitive

      La buona notizia è che al giorno d’oggi ci sono diverse soluzioni al problema. Quali? Vediamone alcuni.
      1) Innanzitutto bisogna ricordarsi della possibilità di eseguire il taglio meccanico del muro. Certo, si tratta di una soluzione che a prima vista potrebbe sembrare abbastanza drastica, ma è anche molto efficace. Tagliando la parete alla base successivamente si procede a inserire dei fogli impermeabilizzanti. Questi bloccano del tutto la risalita dell’umidità capillare. La soluzione, inoltre, è completamente definitiva. Non c’è il rischio legato a un possibile ritorno di questo fenomeno in futuro. Veniva adottata molto in passato. Al giorno d’oggi invece è vietata, in quanto tagliare il muro potrebbe comportare una serie di rischi e problemi per cause sismiche. Le pareti, difatti, diventano meno stabili. E anche se viene bloccata la risalita dell’umidità, questa potrebbe comunque diffondersi sulle superfici vicine.
      2) Non bisogna dimenticarsi nemmeno della famosa barriera chimica. Nella parte bassa delle pareti vengono realizzati dei fori. Successivamente in questi s’inetta un liquido che crea una barriera impermeabile. Anche questa è una soluzione definitiva ed è anche legale, ma c’è un altro problema: difficoltà di creare una barriera continua e completamente uniforme. Il lavoro, quindi, dev’essere svolto dai professionisti. Inoltre anche in questi caso l’umidità potrebbe semplicemente spostarsi e invece di risalire la parete potrebbe diffondersi sulle superfici vicine. L’umidità potrebbe anche risalire gli spazi che non sono stati trattati con il liquido anche se ci fosse troppa umidità oppure un grande livello di saturazione. A tutto questo si aggiungono anche le difficoltà collegate al grado di disperazione del liquido che scorre verso il basso.
      3) Una delle migliori soluzioni per risolvere il problema dell’umidità di risalita alle pareti è rappresentata dal dispositivo Biodry. Quest’ultimo funziona invertendo il flusso dell’acqua e annulla le varie interferenze presenti nel suolo. Grazie all’azienda di questo oggetto, il flusso dell’umidità viene bloccato completamente e non tende a ripresentarsi. A differenza di altre soluzioni, Biodry agisce direttamente sulla causa del problema: l’acqua non viene semplicemente attirata in superfici e non tende a risalire i muri. Essa resta nel terreno. Questa soluzione non presenta alcuna controindicazione importante ed è adatta a tutte le tipologie di edifici. Il costo del dispositivo Biodry, inoltre, non è affatto alto.
      4) Infine spicca anche un’altra possibilità da considerare: eseguire degli interventi edili sui marciapiedi esterni. Si tratta di una soluzione limitata solo a quando la risalita è provocata non dalle fondamenta dalla casa, ma dal marciapiede vicino. Quest’ultimo viene rifatto completamente e un buon lavoro svolto è in grado di eliminare il problema alla base. L’unica pecca negativa è che si tratta davvero di un lavorone per il quale bisogna assumere dei professionisti.
      Tutte le altre soluzioni proposte non sono in grado di risolvere il problema in via definitiva.
      Per eliminare l’umidità di risalita bisogna comunque essere completamente certi della sua origine. Non basta semplicemente “pensare” che sia quello. Solo dopo aver svolto una completa analisi strumentale si potrà pensare a come risolvere l’umidità di risalita. Proprio dalla fase di analisi parte tutto il lavoro successivo, volto all’eliminazione definitiva e completa del problema legato all‘umidità ascendente.

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        Eliminare i problemi di umidità? Ecco come

        Quando si parla di eliminare in maniera definitiva, una volta per tutte, i problemi di umidità, nascono sempre numerose discussioni. Nonostante tutto, difatti, ancora oggi non si sa bene quali sono i giusti rimedi per risolvere questo problema per sempre. Molte persone si affidano a delle soluzioni particolari, che ritengono essere efficaci, ma che comunque falliscono prima o poi.

        Vediamo insieme da cosa deriva questo problema e cosa bisogna fare per risolverlo.

        Umidità di risalita? Ecco cos’è

        Si tratta di un fenomeno che si verifica a causa dell’umidità che sale dal terreno. Tale fenomeno è prevalentemente presente in due casi: quando l’effetto impermeabilizzante è inadeguato o del tutto mancante, oppure quando l’impermeabilizzazione è svolta bene, ma l’umidità del terreno è troppo alta (basti pensare al caso degli edifici situati sui terreni vicini ai fiumi, laghi o fanghi).

        Tale fenomeno avviene a causa della capillarità, per mezzo del quale l’acqua riesce a salire lungo la parete.

        Perché la risalita capillare è pericolosa?

        Se qualcuno pensa che l’acqua ascendente lungo la parete non comporti alcun pericolo, egli si sbaglia di gran lunga e il motivo è tanto semplice quanto banale: i sali minerali. Questi, difatti, non evaporano, ma possono accumularsi nella muratura stessa, rovinando l’intonaco e il muro. A lungo andare la cosa potrebbe comportare la comparsa di crepe e distacchi di vario genere. Per questo è di fondamentale importanza intervenire il prima possibile per fermare ed eliminare la risalita dell’umidità sui muri prima che possa provocare dei seri danni.

        Su quali muri si forma l’umidità in risalita?

        Si crede, erroneamente, che questo fenomeno riguardi solo i muri dell’interrato, ma non è così. Molto spesso in varie situazioni può interessare anche le pareti del piano terra, perimetrali e portanti che sono anche quelle maggiormente visibili. Ma non solo. Tale fenomeno può riguardare anche il pavimento. Anche in questo caso il fenomeno in questione si manifesta poiché la parte sottostante al pavimento potrebbe essere privo di isolazione, la fuoriuscita di umidità potrebbe avvenire anche dalle fughe delle piastrelle.

        Cosa succedere quando dal pavimento sale l’umidità? L’evaporazione dell’acqua accumula i Sali provenienti dal terreno e nei punti critici cristallizza manifestando segni biancastri e sgretolature.

        Le piastrelle rischiano di rovinarsi, cosa che riguarda anche il parquet. Non solo: il pavimento stesso rischia di gonfiarsi e rovinarsi a causa delle crepe.

        Il problema, inoltre, riguarda quasi tutte le tipologie di muri. Né soffrono anche le murature in pietra, tufo, mattoni ecc. Ogni caso ha un differente grado manifestazione causato sia dai materiali con cui è fatto il muro sia dalla gravita del flusso di risalita capillare.

        Tuttavia, l’evaporazione dell’acqua e l’accumulo dei Sali nei materiali superficiali sono sempre presenti. Cio causa una disgregazione dei materiali di superficie come pittura, intonaco e fughe o giunti di pavimentazione.

        Il fenomeno riguarda anche i muri realizzati con i mattoni pieni. In questo caso molto dipende dalla qualità dei mattoni, ovvero dalla loro densità. In generale, i mattoni che vengono cotti nei forni altamente tecnologici riescono a resistere meglio al fenomeno della risalita capillare rispetto ai mattoni di qualità media oppure bassa dove la cottura non è uniforme o completa.

        Ovviamente, molto dipende anche dall’intensità del flusso di risalita capillare e/o dalla vicinanza delle fonti di umidità.

        Risalita capillare dell’umidità: come riconoscerla?

        Un altro problema relativo al fenomeno dell’umidità ascendente riguarda le varie difficoltà che sorgono quando si cerca di riconoscerla. Farlo, in effetti, non è così semplice come potrebbe inizialmente sembrare. Nella maggior parte dei casi, l’umidità risalente potrebbe essere confusa con altre tipologie di umidità. C’è, però, un tratto distintivo a cui bisogna prestare attenzione. In particolare, la risalita capillare dell’umidità mostra delle efflorescenze ricche di sali biancastri. A questo fenomeno se ne aggiunge anche un altro da considerare: lo scrostamento degli intonaci e l’esfoliazione della pittura. In alcuni casi dei piccoli pezzetti di muratura potrebbero persino cadere. Se il proprietario di casa osserva questi “sintomi”, deve subito prendere in considerazione la possibilità che si stia verificando la salita dell’umidità. Al contempo, conviene non dimenticarsi di altre tipologie di umidità che potrebbero comportare la manifestazione di sintomi alquanto simili.

        Se vuoi davvero essere sicuro della presenza dell’umidità di risalita nel tuo muro, dovresti prendere in considerazione la possibilità di effettuare l’analisi strumentale della muratura. Grazie a quest’ultima potrai confermare la presenza dell’umidità di risalita capillare oppure diagnosticare un altro motivo per cui tale effetto si sta manifestando.

        Da cosa dipende l’intensità della risalita capillare?

        La risalita capillare non dipende unicamente dalla presenza delle fonti di umidità o dalla struttura della muratura, ma anche da altri fattori. Tra gli stessi bisogna ricordarsi, per esempio, della porosità dei materiali che compongono la parete, il tipo di Sali presenti nel terreno e nei materiali laterizzi stessi, le varie caratteristiche dell’intonaco che è stato applicato durante la ristrutturazione oppure durante un intervento successivo. Nel caso di particolari intonaci, dove solo presenti gesso o cemento, l’umidità di risalita e la disgregazione dei materiali, può arrivare a livelli particolarmente elevati.

        Tra le cause della comparsa dell’umidità ascendente non ci si può dimenticare della già citata assenza di un’impermeabilità a livello adeguato. Ci sono anche delle altre cause particolarmente rilevanti. Tra queste spiccano:

        • – la presenza dell’umidità laterale in ambienti interrati o seminterrati.
        • – le possibili rotture idrauliche; incluse le micro perdite
        • – le imperfezioni collegate alla rete pluviale; dispersioni o rotture.
        • Infiltrazioni provenienti dal tetto o condensazioni di canne fumarie.

        Un ruolo molto importante è svolto anche dai sali minerali. Secondo le recenti ricerche nel settore, più sali sono contenuti nell’umidità e più velocemente quest’ultima salirà lungo il muro. Non solo: l’acqua evapora, ma i sali si cristallizzano aumentando il loro volume. Questo contribuisce a danneggiare in una maniera particolarmente evidente l’intonaco. Quest’ultimo, quindi, si sgretola e si stacca dalla parete. Per questo sono proprio i sali minerali a rappresentare la principale causa della rovina della parete.

        Di quali minerali si tratta? Principalmente di nitriti, nitrati, cloruri, solfati e altri in forme più rare e modeste. La composizione dei sali minerali dipende in gran lunga dalla composizione minerale del terreno su cui si trova l’edificio. Diversi minerali di questo genere sono presenti anche nei vari materiali edili, tra cui il calcestruzzo. L’umidità funge quindi da mezzo di trasporto per i sali minerali. Senza dimenticarsi del fatto che in molti casi i materiali edili possono assorbire l’umidità anche da altre fonti. Un esempio? La pioggia, che rappresenta un’ottima fonte di umidità e che, ahimé, include anche delle concentrazioni piuttosto elevate di sostanze chimiche.

        Tutto questo porta non solo alla rovina della parete, ma anche a una minore resistenza termica della stessa. Questo significa che in condizioni di freddo, i muri perimetrali umidi dell’edificio saranno meno capaci di contenere il calore. L’acqua che si trova all’interno delle murature aumenta la dispersione termica incrementando il consumo di energia diminuendo il confort abitativo.

        Cosa NON fare se si vuole risolvere il problema dell’umidità ascendente

        Ci sono delle cose che sicuramente non bisogna fare per risolvere il problema. Tra queste troviamo:

        – Applicare solo l’intonaco deumidificante

        Perché? Beh, l’intonaco deumidificante di fatto incrementa l’evaporazione mantenendo la superficie della parete asciutta al tatto ma al suo interno il muro resta sempre bagnato. L’evaporazione continua e l’immissione di umidità nell’aria NON viene arrestata. Il sale viene comunque accumulato nelle superfici dirigendosi verso la saturazione dei pori dell’intonaco. Anche se rimandato nel tempo qualsiasi intonaco è considerato di sacrificio.

        Esso quindi non agisce su tutto il muro, ma solo sulla superficie della parte della parete. Tutto questo comporta un gran ventaglio di problemi e di difficoltà. Il problema, di fatto viene solo rimandato.

        – Controparete

        Molti creano una seconda parete in laterizio oppure in cartongesso. Quest’ultima serve a nascondere il problema, non a eliminare. Per un po’ di tempo riesce a ridurre i cattivi odori. Il problema viene rimandato fino a quando la saturazione dell’intercapedine diventa tale che l’umidità trasmigra sulla nuova parete. A tutto questo si aggiunge anche la condensa, che nel periodo invernale porta alla comparsa delle muffe.

        – Usare i pannelli

        Questi non fermano in alcun modo l’umidità ascendente, che continua la sua azione di evaporazione e di accumulo dei Sali, condizione distruttiva per il muro. Successivamente inizia a rovinare anche il pannello e, tra muro e pannello ovviamente si puo’ creare muffa e cattivi odori.

        – Guaine impermeabilizzanti

        In alcuni casi si decide di intervenire utilizzando guaine liquide, manti bituminosi, nylon e materiali isolanti. Il problema resta lo stesso: tali rimedi non eliminano il problema, ma tentano di arrestarlo, purtroppo non è sempre possibile applicarli inglobando completamente il muro. Il punto debole sta sempre alla base dove resta appoggiato e quindi a contatto con il terreno.

        – Il vespaio

        Infine, c’è anche un altro “rimedio” che viene considerato, erroneamente, come quello definitivo e universale: il vespaio. Usando questo sistema l’umidità non riesce a sorpassare la zona di vuoto creata. Ed è vero. Tuttavia, la base del muro resta sempre a contatto con il terreno ed il flusso dell’umidità da risalita capillare puo’ continuare la su ascesa. In alcuni casi l’areazione del vespaio non viene o non puo’ essere fatta e se non ben areato viene col tempo saturato dall’umidità che evapora dal terreno, l’aria al suo interno raggiunge il 110% ed inizia a traspettere alle parti superiori l’umidità

        Soluzioni per l’umidità di risalita

        Esistono anche dei rimedi che sono stati dimostrati come quelli al 100% efficaci nella lotta contro l’umidità in risalita. Vediamo insieme quali sono

        1) Taglio del muro

        Per bloccare l’umidità ascendente è possibile tagliare la parete meccanicamente e inserire alla sua base dei fogli impermeabili. Su pilastri portanti angoli ed alcuni muri portanti NON puo’ essere eseguito a causa della stabilità statica che viene compromessa. Dove puo’ essere fatto l’umidità sarà bloccata da questi strati e non passerà oltre, a patto che anche l’intonaco sia disconnesso dalla base e nello stesso punto in cui c’e’ la guaina. La soluzione è accettabile e definitiva, ma, ahimé, ormai illegale in quasi tutto il Bel Paese a causa di problemi sismici. Il taglio, di fatto, rende il muro meno stabile.

        2) La barriera chimica

        Una soluzione molto simile a quella precedente riguarda la barriera chimica: il principio è lo stesso, ma non viene eseguito il taglio della parete (bensì numerosi fori). In questi viene iniettata una soluzione chimica impermeabilizzante. Il problema è che risulta difficile creare una barriera uniforme e totale a causa della conformazione dei muri che specialmente negli edifici datati non è per niente omogeneo. Quindi l’umidità passa comunque negli spazi di piccole dimensioni o intorno a pietre disomogenee.

        3) Biodry

        Biodry è un dispositivo utile per invertire il flusso delle molecole d’acqua. Alla base del funzionamento di questo dispositivo c’è un principio fisico grazie al quale diventa possibilità fermare la risalita capillare sui muri. La soluzione proposta da Biodry è definitivamente ed efficace non solo per la salvaguardia delle pareti, ma anche in merito a tutto ciò che riguarda l’azione dell’umidità sul pavimento. Il funzionamento del dispositivo permette di contrastare l’umidità facendola restare nel terreno. Biodry non ha controindicazioni, né causa problemi statici o chimici. Il suo funzionamento, inoltre, è garantito in quanto tale strumento è stato testato già da molti anni ed in migliaia di edifici storici. Non solo è in grado di fermare l’umidità, asciugando il muro in tutta la sua sezione migliorandone cosi’ la capacità di isolamento termico.

        Scegliere Biodry conviene perché rappresenta una soluzione che non costa molto e ha un’efficacia di trattamento garantita al 100%. Ormai è un dispositivo che viene usato praticamente in tutto il mondo con grandi risultati.

        4) Creazione di marciapiedi esterni e interventi edili vari

        In molti casi la risalita dell’umidità dipende dal marciapiede esterno e non dal fondamento dell’edificio. Per questo si preferisce intervenire direttamente sul marciapiede. Si può rifare lo stesso del tutto oppure svolgere un lavoro edile parziale che contribuisca a rallentare il fenomeno. Le operazioni edili sono anche quelle più efficaci nel caso della risoluzione di un problema per certi versi grave, come lo è l’umidità ascendente. Questo intervento è indirizzato alla risoluzione di una infiltrazione, Tuttavia l’umidità da risalita capillare che sale dalla base del muro NON puo’ essere fermata da questo intervento.

        Conclusioni

        Prima di scegliere una qualsiasi soluzione tra quelle proposte si consiglia sempre di eseguire delle analisi preliminari con adeguata strumentazione per capire cosa fare. In questo modo sarà possibile risparmiare tempo e denaro. Per non sbagliare, prova a rivolgerti a una ditta professionale che vende dei prodotti che contribuiscono alla lotta contro la risalita capillare. E cerca sempre di eseguire l’analisi strumentale delle pareti, in quanto un modo scientifico per capire come procedere oltre.

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